18/07/2009
Non solo Basket e Rap per gli USA. In Italia lo stesso sarebbe per le Veline. Obama é grande!
Obama ai giovani afroamericani
"Studiate per diventare giudici"
Il presidente alla Naacp, la più antica associazione per i diritti dei neri
"Non voglio che i nostri figli aspirino solo di diventare rapper o giocatori di basket"
NEW YORK - Quando Barack Obama si è ribellato, finalmente, all'ultimo padrone, quel tele-prompter, il gobbo, che gli confeziona i discorsi più convincenti, la gente, la sua gente giù in platea, è esplosa in un boato: "Guido per Harlem", ha urlato andando a braccio "scendo per il South Side di Chicago, vedo tutti quei ragazzi buttati agli angoli delle strade, e allora dico: potrei essere io, lì, ma grazie a Dio è andata diversamente". Grazie a Dio, e per volontà della nazione.
Nella sala dell'Hilton Hotel, addobbata di festoni e palloncini per i cent'anni del Naacp, la più antica associazione per i diritti civili, Obama riscopre l'orgoglio nero. "Noi lo sappiamo: anche se la crisi economica colpisce gli americani di ogni razza, tra gli afroamericani ci sono più disoccupati". Boato. "Sembra un sermone", chioserà il New York Times, e infatti i delegati cominciano a fargli eco con il classico "amen" delle funzioni religiose: l'origine del blues. Se ne accorge, Obama. "Ehi", scherza "ho creato un angolo della preghiera".
In campagna elettorale, nei primi cento giorni, il presidente non aveva mai esaltato le sue origini. Anzi. Ora gli analisti sottolineano che mai come adesso, stretto tra la crisi, le riforme che reclamano nuove tasse e le critiche per la scelta della latina Sotomayor alla Corte Suprema, il presidente ha bisogno del sostegno della comunità nera, magari nella forma lobbistica che il Naacp, 300 mila iscritti e 30 milioni di budget, può garantire. "Make no mistake", dice il presidente: non facciamo errori, non illudiamoci. "Il dolore della discriminazione è ancora sentito in America". Dice cose di sinistra, Obama. Parla di responsabilità. "Allontanate dai nostri figli l'Xbox, metteteli a letto presto. Non possono tutti aspirare a essere il prossimo Le Bron o Lil Wayne", dice, additando i due miti, del basket e del rap, dei giovani.
"Io voglio che i nostri figli aspirino a diventare scienziati e ingegneri dottori e insegnanti, non solo giocatori di basket e rappers. Io voglio che i nostri figli aspirino a diventare giudici della Corte Suprema. Io voglio che aspirino a diventare presidente degli Stati Uniti". In sala c'è ancora chi urla "Amen".
14:45
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16/07/2009
Tremonti oltre a non rispondere ad un giornalista americano lo insulta a microfoni ancora aperti
16:55
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10/07/2009
Articolo L'Eco di Bergamo 10/07/2009 - Kebab
10:01
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07/07/2009
L' "Eco di Bergamo" - evento 07/07/2009 - Il Crocchio alla "Passerella"
18:32
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Italia fuori dal G8?
Il Guardian cita delegati alla vigilia del summit: "Agenda inesistente
gli Usa hanno fatto tutto il lavoro. La Spagna sarebbe un miglior membro"
"Italia fuori dal G8, vertice caos"
Frattini: "Una buffonata"
Il "Financial Times": Kofi Annan ha scritto a Berlusconi, furioso per i mancati aiuti per l'Africa
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
"Crescono le pressioni all'interno del G8 per espellere l'Italia, mentre i preparativi per il summit scendono nel caos", è il titolo del Guardian di Londra. Nell'assenza di qualsiasi iniziativa sostanziale da parte italiana per organizzare l'agenda del vertice, scrive il quotidiano della capitale britannica, "gli Stati Uniti hanno assunto il controllo", con un giro di conferenze telefoniche effettuate dai loro "sherpa", come si chiamano in gergo gli alti funzionari che pianificano i temi e le iniziative del G8, per "iniettare all'ultimo momento qualche significato" nell'incontro dell'Aquila. "Che sia un altro paese a organizzare le telefonate degli sherpa è un fatto senza precedenti", dice al Guardian un alto esponente della delegazione di un paese del G8. "Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non c'è stata organizzazione e non c'è stata pianificazione".
La reazione di Frattini. Immediata e durissima la reazione del governo. "Spero che esca il Guardian dai grandi giornali del mondo", ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini da Bucarest. Il ministro ha poi definito una "buffonata" la notizia che gli Usa abbiano dovuto prendere in mano l'organizzazione del summit con una videoconferenza tra gli sherpa. Fonti della Farnesina sottolineano che sulla notizia c'è "un evidente fraintendimento" perché in effetti una videoconferenza tra gli sherpa c'è stata, ma è stata organizzata da Washington in vista del G20 di Pittsburgh.
"Meglio la Spagna". Dice sempre al Guardian un altro diplomatico europeo coinvolto nei preparativi del vertice: "Il G8 è un club e per far parte di un club ci sono le quote d'iscrizione. L'Italia non ha pagato la propria". Le proteste dietro le quinte del summit sono arrivate al punto, prosegue l'articolo del Guardian, da far circolare suggerimenti di espellere l'Italia dal G8 o da un gruppo che ne diventi il successore. Una possibilità che circola nelle capitali europee, secondo il giornale, è che la Spagna, che ha un reddito pro capite più alto e versa in aiuti al Terzo Mondo una percentuale più alta del pil, "prenda il posto dell'Italia".
Il ministero degli Esteri italiano, afferma Julian Borger, corrispondente diplomatico del Guardian e autore dell'articolo, non ha risposto a richieste di commentare simili critiche. Oltre alle fonti anonime, il giornalista riporta il parere di Richard Gowan, un analista del Centre for International Cooperation presso la New york University: "I preparativi italiani per il vertice sono stati caotici dall'inizio alla fine", dice il politologo. "Già in gennaio gli italiani dicevano di non avere una visione per il summit e che se l'amministrazione Obama aveva delle idee loro erano pronti a seguire le istruzioni degli americani". Il giornale conclude che l'Italia ha cercato di coprire la mancanza di sostanza aumentando la lista degli ospiti, che secondo una stima saranno ben 44. "Gli italiani non hanno idee e hanno deciso che la cosa migliore è allargare l'agenda al massimo in modo da oscurare il fatto che non hanno un'agenda", dice ancora il professor Gowan.
"Obama non ha bisogno di Roma". Giudizio analogo è espresso da un editoriale non firmato, dunque espressione della direzione del giornale, sul Financial Times. "Da settimane", scrive il quotidiano finanziario, "le notizie sulla vita privata del 72enne leader italiano sono stato un totale imbarazzo, ma la sua reputazione è calata per ragioni che vanno al di là dei recenti titoli di giornale". Il Ft afferma che Berlusconi è sempre stato giudicato all'estero come una figura controversa e imprevedibile. Durante il suo precedente governo, dal 2001 al 2006, Bush "aveva bisogno di corteggiarlo" perché Washington era in conflitto con Chirac e Schroeder, "ma oggi tutto è cambiato, Francia e Germania hanno leader fortemente pro-americani, sicché Obama non ha bisogno di essere tollerante verso Berlusconi come il suo predecessore". Il giornale cita le questioni che hanno irritato gli Usa e gli altri membri del G8: l'inadempienza dell'Italia sugli aiuti all'Africa, lo scarso interesse del premier italiano sull'impegno per combattere il cambiamento climatico, la sua ambizione di mediare sull'Iran e sulla Russia. "Le previsioni non sono buone", conclude il Financial Times, ricordando che la prima volta che Berlusconi presiedette un summit del G8 gli fu inviata una comunicazione giudiziaria (Napoli, 1994), la seconda volta il summit fu rovinato dalle proteste e dagli scontri (Genova 2001): meglio tenere "le aspettative vasse" per la terza volta.
La lettera di Annan. Sempre sul Financial Times, un secondo articolo, firmato dal columnist più autorevole di affari internazionale Quentin Peel, rivela che l'ex segretario generale dell'Onu Kofi Annan, noto per essere uno dei diplomatici più tranquilli e posati della scena internazionale, ha perso la pazienza e ha scritto "una dura lettera personale" a Berlusconi, rimproverandolo per non avere mantenuto gli impegni da lui presi al precedente G8 sugli aiuti all'Africa. In proposito, un corsivo del Guardian ironizza che il premier italiano potrebbe venire ribattezzato "mister 3 per cento", come lo ha chiamato Bob Geldof, il cantante paladino degli aiuti ai paesi poveri, nel senso che Berlusconi "mantiene solo il 3 per cento delle promesse fatte".
La ministra "in topless". A Berlusconi dedica la prima e la terza pagina anche il Daily Telegraph, il più diffuso quotidiano "di qualità" britannico. In prima pubblica una gigantografia di una giovane donna con una maglia traforata sotto la quale non indossa niente: "Quale leader europeo porta il suo ministro pieno di glamour al G8?" è il titolone che l'accompagna. La donna è Mara Carfagna, rivela un articolo a pagina 3, e il leader ovviamente è Berlusconi: "la modella in topless che è diventata ministro riceve il compito di intrattenere le moglie al G8", afferma il servizio all'interno, a causa dell'assenza di Veronica Lario che ha chiesto il divorzio accusando il marito di avere "rapporti copn minorenni" dopo la sua partecipazione alla festa per il 18esimo compleanno di Noemi Letizia.
La Merkel e gli scatti con Silvio. Altri articoli sulle difficoltà logistiche e politiche del summit, che si sommano agli scandali sulla vita privata del premier, appaiono sull'Independent, sul Times e su giornali di altri paesi. Il Wall Street Journal rivela che lo scetticismo e la preoccupazione degli altri leader del G8 è tale che Angela Merkel ha confidato a un consigliere politico che starà attenta a come viene fotografata accanto a Berlusconi durante il summit "nel contesto delle prossime elezioni tedesche": un'immagine ridicola o offensiva accanto al premier italiano, si rende conto la cancelliera della Germania, potrebbe costarle la rielezione.
(7 luglio 2009)
13:38
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04/07/2009
"Leggi discutibili provocano sofferenza"
Immigrati, il cardinale Tettamanzi critico
"Leggi discutibili provocano sofferenza"
MILANO - Le sofferenze dei migranti sono causate anche da "discutibili" provvedimenti messi in pratica da quei Paesi ricchi che dovrebbero impegnarsi più degli altri in "seri" percorsi di accoglienza. E' questo un passaggio dell'omelia della Messa presieduta oggi pomeriggio in Duomo dall'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, e concelebrata con i vescovi provenienti da Africa, Asia e America Latina che fanno parte della delegazione del G8.
"Milioni di persone al mondo - afferma Tettamanzi - subiscono ingiuste e drammatiche sofferenze, costrette come sono a migrare a causa delle difficili condizioni di vita nei Paesi d'origine. Molte di queste sofferenze sono causate ai migranti talvolta da discutibili provvedimenti messi in atto da quei Paesi ricchi che dovrebbero maggiormente impegnarsi in percorsi di accoglienza e integrazione seri, ragionati e rigorosi".
(4 luglio 2009)
19:15
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03/07/2009
Ma con Alemanno Roma non doveva essere più sicura?
La giovane ventenne aggredita da un uomo armato di coltello e col volto coperto da passamontagna
Le modalità coincidono con la violenza di un mese fa alla Bufalotta, vittima una giornalista
Roma, violentata nel garage di casa
"Nella capitale stupratore seriale"
Tracciato un identikit: italiano, tra i 30 e i 40 anni, un metro e 75, con accento romano
Il sindaco Alemanno: "Chi sa, parli. E' una persona con problemi psichici, un mostriciattolo"
Nessuno ha sentito le urla. La vittima di ieri notte è una studentessa ventenne. Rientrava a casa dopo una serata trascorsa in compagnia degli amici. Nascosto nell'ombra dei box ha atteso che la vittima scendesse dall'auto appena parcheggiata e le è piombato alle spalle, minacciandola con un coltello a serramanico. Urlare è stato inutile: le spesse pareti di cemento armato del garage isolano il rumore dal resto del condominio. Nessuno poteva sentirla, neppure i suoi genitori e la sorella che dormivano a soli pochi metri.
Sulla base dei ricordi della vittima, gli agenti hanno stilato un approssimativo identikit dell'aggressore: italiano, tra i 30 e i 40 anni, alto un metro e 75, con accento romano.
"Ho guardato giù, ma quello era giù scappato". Un vicino di casa della studentessa è stato svegliato stanotte dalla telefonata della madre della ragazza: "Urlava di darle una mano perché qualcuno aveva violentato la figlia. Le ho detto di calmarsi e di chiamare la polizia. Poi sono andata alla finestra e ho guardato giù: speravo di vedere quel maledetto fuggire, ma non c'era nessuno". Per uscire dal garage, il violentatore ha usato le porte che collegano l'autorimessa alle scale interne del palazzo.
Alemanno: "Chi sa, parli". Il sindaco di Roma lancia un appello perché chi sa, parli: "E una violenza sessuale che non nasce dal degrado - ha detto Gianni Alemanno - ma da una persona con problemi psichici che colpisce scegliendo le zone dopo averle lungamente osservate. Non lo chiamerei un mostro, ma un mostriciattolo".
Le analogie con la violenza alla Buffalotta. La studentessa è stata trasportata all'ospedale Sant'Eugenio, poi ascoltata dalla squadra mobile. Gli agenti sono convinti che l'aggressore è la stessa persona che il 5 giugno scorso, in un'autorimessa in zona Bufalotta, a nord di Roma, ha violentato una giornalista di 34 anni. Anche il quel caso, il violentatore stringeva un coltello in mano, indossava un passamontagna nero e scelse di colpire la vittima nel garage condominiale a notte fonda. Lasciò però una traccia: la sua firma biologica sul nastro adesivo che usò per legarle le mani e tapparle la bocca. La Scientifica riuscì a ricavare dai frammenti di pelle lasciati sulla colla del nastro adesivo, il Dna dello stupratore. Un indizio che sarà comparato con gli altri rilevati nella violenza sessuale della scorsa notte.
"Credevamo fosse un quartiere tranquillo". Il garage a Tor Carbone, teatro dell'ultimo stupro a Roma, è ricavato nei fondi un condominio che si affaccia su una stradina silenziosa, in zona Ardeatina, nei pressi della Fondazione Santa Lucia, molte villette bifamiliari circondate da giardino. C'è un cancello automatico che chiude l'ingresso alla rimessa. "Non abbiamo sentito nulla stanotte", racconta Angelica, una coetanea della vittima che abita vicino. "D'altra parte il garage è sotterraneo ed è molto difficile sentire rumori". Un architetto che da 8 anni ha il suo studio in una delle villette a schiera lungo la strada conosce bene la studentessa violentata: "E' una ragazza tranquillissima, l'ho vista crescere. Non è appariscente né l'ho vista mai ostentare la sua bellezza. Una cosa del genere in questa zona è la prima volta che succede. Finora tutti lo consideravamo un quartiere molto tranquillo".
(3 luglio 2009)
19:11
Scritto da : pdponte
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